Già so che come al solito appena avrò finito di scrivere mi dirò che sarebbe stato necessario pensare di più, ricercare di più: parlar di classifiche e di blogosfera… già l’idea non è originalissima, la materia è frusta e lisa, le liti dietro l’angolo. Ma tant’è. Ok, l’ho fatto: sono andato su blogbabel e ho controllato la mia posizione in classifica, una poco lusinghiera + 4000 e qualcosa. Poi sono andato su technorati e anche lì… un’authority in discesa a 19 e una posizione all’incirca + 500.000 e qualcos’altro. Ok, non sono una star della blogosfera. D’altra parte non sono nemmeno un blogger, a dir la verità: ci sono arrivato tardi, su costrizione illuminata del mai troppo lodato suz, ho aperto e chiuso un blog senza portarmi dietro nessuna dote numerica, non ho mai dato la caccia ai memi, quasi nemmeno l’ho detto agli amici più fidati che ho un blog (understatement sabaudo, temo: un difetto ma congenito), mai fatto nessun tipo di micro-marketing, posto poco e intervengo ancor meno sui blog altrui, i barcamp poi… Insomma: chi è causa del suo mal pianga se stesso, vien da dire. Di tutti questi difetti spesso colpevolizzo il tempo (poco) anche se a ben pensarci, anche solo per il lavoro che faccio, di persone interessanti e di stimoli ne ricevo parecchi. Insomma, roba da dire ce ne sarebbe. Per poi magari  scoprire che non so come dirla o che son noioso, ma questo è un momento 2.0 in cui adesso non ho alcun interesse. Non ho ambizioni pop, e nemmeno mi considero un genio mancato. Ho quel che mi serve, e mi piace.

E qui però sta la prima svolta: i blog sono diventati buona parte del mio panorama informativo, sostituendo altre letture e accompagnandosi ad altri media, e dai blog sono arrivate suggestioni e persone nuove con cui fare le cose che poi occupano il tempo. Un panorama variegato e in movimento: la mia lista si è sicuramente molto ampliata ma questo anche in funzione di scosse telluriche di settimo grado: dopo aver passato giorni a rieggere la stessa notizia riportata pari pari, senza commenti (via cappero, via pippo, via topolino) su qualche decina di blog sono stato costretto a selezionare, andando a caccia non di blog-ansa ma di informazioni e commenti (poi se belli, brutti, storti, strambi si va a discutere). Poi mi son voluto-dovuto sfilare dai blog paturnia (stessa visione indipendentemente dalla notizia, ovvero come asfaltare il mondo di se stessi sempre e comunque), poi dai blog-ombelico (quelli il cui tasso di autoreferenzialità andava ben oltre il limite della sopportazione, ovvero come asfaltare il mondo di se stessi in modo dichiarato), poi dai blog-pacco (banali cazzate in libertà, come asfaltare il mondo di se stessi perché…boh!). Dice: non capisci un tubo e ti lamenti? Mah, io poi magari son pure convinto che non è vero che non ci capisco nulla, ma invece son convinto – dopo attenta osservazione – che… diciamo che delle prime 100 posizioni della classifica di blogbale almeno un buon 50 per cento sia costituito da blog inutili (la summa delle categorie precedenti): molti non sono neppure blog, in senso stretto, e questo non ne inficia il valore, ma banalmente una redazione è una redazione, mentre un blog è un blog. Sì, in nanopublishing… ma per un post di Quintarelli, di una densità simile solo a quella della coca alla spina prima che ci passi l’acqua (è un complimento! potevo far di meglio, lo so…) vi sono un trilione di piccoli appunti, micro annotazioni, le famose “via” e infiniti calembour linquistico-lessicali o trivial pursuit orientati, e a seguire un altro trilione di siti che traducono banalmente blog stranieri o, peggio, le news aziendali e i comunicati stampa. Sono, in effetti, soprattutto sono le fonti a sorprendermi: lo scrivere linkando può essere un perfetto autogol quando si scrive linkando e sbeffeggiando più o meno le stesse pagine di corriere o repubblica: la lettura si fa asfittica, la voglia passa.E riprodurre i comunicati dell’uscita dell’ultimo prodotto… beh, ho seccato i blog italiani e mi sono iscritto ai feed originali. Perché avere un passaggo in più?

Poi ci sono le relazioni con le persone, queste sì interessanti e costruttive: in questi due anni ho avuto la fortuna di iniziare a fare delle “cose”, parola abusata ma di cui occorrerebbe ritrovare la “concretezza”, con alcune di queste persone (evito accuratamente di mettere qualsiasi nome), che si sono tradotte e si stanno traducendo in – spero – occasioni comuni. Non post, non si sono nemmeno palesate, a volte, nel mondo dei post, ma stanno diventando – e sono diventate – “cose” (appunto) altre, spero belle, piacevoli. E si parla di lavoro, ovviamente. Occasioni, insomma, per me ma spero non solo per me (che tendo a fare il pivot pur se a basket sono un cane): in questo senso certo non sono io a scoprire il valore della presenza online, altri l’hanno teorizzata e ci lavorano documentandola con modalità assai più interessanti e dotte, semplicemente spero di aver fatto un uso intelligente del mio esercizio, se non di scrittura, di lettura e ascolto.

Domanda: che vale anche su quanto mettere qui, per altro. La sensazione generale è che ci siano le persone, ci sia il bisogno di quelle persone, ma che manchi il perché mettersi insieme. Il movente, insomma. Il fine: abbiamo i mezzi ma non riusciamo a giustificare-giustificarci un fine? E visto che è da una vita che lo leggo alla fine di un trilione di post, ecco: sono i miei 2 centesimi! Ora sono un blogger anch’io!

* Ovviamente è un titolo di Vinicio!

Popularity: 4%

No related posts.

Related posts brought to you by Yet Another Related Posts Plugin.

8 Responses to “Nel paradiso dei calzini dei blogger *”

  1. keplero says:

    A me sembra che il fine lo si possa trovare di volta in volta. Ma ciò che conta davvero è quello che dici bene tu: mettere in relazione le persone. Persone con interessi in comune (o un fine, anche momentaneo) con cui puoi avere un canale di comunicazione diretto che fino a qualche anno fa sarebbe stato impensabile. Sarà un’ovvietà ma, classifiche o non classifiche, per me l’importante è questo.

  2. nova says:

    jack: ehm, cioè? A pregare e morire c’è sempre tempo…

    keplero: probabilmente è così, ma a volte quella sensazione di… tipo somma che vale meno delle sue parti, ecco, sovviene. Il canale di comunicazione, hai ragione, è probabilmente la vera ricchezza e, a proposito, vedo – tra anobii e il tuo blog – che abbiamo nella divulgazione scientifica (e nelle graphic novel) più di un punto di contatto! :-)

  3. mi hai fatto morire dalle risate! ;-)

  4. nova says:

    stefano: fiuuu, grazie. A proposito: ci eravamo scambiati un paio d mail un annetto fa, forse due, per un libro su Wiener che avevo pubblicato e che spero ti sia arrivato. Poi ne è seguito uno su Turing (di Leavitt). Se ti interessa, basta una mail! :-)

  5. Bel post! Ed ho capito subito che hai ascoltato “Da solo” (secondo me uno dei peggiori di Vinicio). :)

  6. nova says:

    dario: grazie. Su sta cosa di Vinicio ho bisogno di confronti: io in realtà ho gusti musicali del tutto diversi, mi piace più la persona che la musica, ma questo… mah.

  7. [...] giro sulla Top List di Wikio: già lì ci sono segnali contrari. Ma c’è chi è andato oltre, esaminando con consapevolezza la propria posizione di blogger non “top” e guardando anche ad [...]

Leave a Reply

(required)

(required)

© 2010 destynova Suffusion WordPress theme by Sayontan Sinha
Theme Tweaker by Unreal