Ho due figli, come tanti, fatti con una compagna meravigliosa, come tanti, dei genitori anziani alle prese con malattie non del tutto curabile, per usare un eufemismo, come tanti, e un sacco di cosa da fare al cui confronto l’elenco delle 100 prima di morire fa ridere. Amo la vita? Come la Polverini, Gasparri, Zaia e Cota e poi un sacco di altri? Sì.
Bene, abbiamo una cosa in comune.
Amo la vita e gli altri, cerco di rispettarli, comprenderli e capirne le esigenze: e per quanto mi compete nel mio ambito di lavoro l’atteggiamento è lo stesso, cercare il dialogo, causare il dialogo, non oscurando ma allargando l’orizzonte, non castrando nulla e nessuno ma aiutando la comprensione, se possibile. Le uniche voci che sono inutili, in quest’ottica, sono quelle che non documentano le idee, che propongono strade senza averne idea.
Chi decide per la cosa pubblica – sono parole importanti, ripetiamole: la cosa pubblica – lo fa in virtù di un mandato, e lo fa in nome di tutti. La democrazia non è il governo del più forte: e la cosa pubblica – in fondo noi tutti – non può mutare in funzione di quel solo gettito muscolare devoluto da elezioni sempre meno partecipate.
Annunciare di far marcire nei magazzini la Ru486, al limite di volerla somministrare solo in situazioni di ricovero ospedaliero (nasce proprio per evitarlo), farlo in nome della vita dando così a chi sia contrario immediatamente il volto oscuro della morte e della perfidia, tacciando chi occupi ruoli decisivi e sia di idee contrarie di strane manovre non è democrazia, non è esercizio di un mandato politico, non è amministrazione della cosa pubblica: è semplicemente protervia. Che deriva da sentimenti ancora più oscuri: una profonda ignoranza e una spaventosa mancanza di senso dell’altro. Non sottovalutiamoli.
Su questo non abbiamo nulla in comune.
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Saran anni duri. Stammi bene anche tu!
Condivido ogni virgola e ti ho condiviso sul mio profilo di Facebook. Stammi bene. Ciao