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Francesco Cossiga, oggi (dopo aver letto al notizia qui, con alcune precisazioni sulla correttezza delle parole usate, e qui, me la sono andata a ribattere parola per parola. Aggiungendo una domanda in chiusura che mi ha lasciato ancor più esterrefatto).

«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni. In primo luogo lasciar perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o semplicemente ferito… [Gli universitari invece] Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto di cosa sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!

L’intervistatore, Andrea Cangini, a questo punto chiede: E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? “Il Italia torna il fascismo”, direbbero? E Kossiga (visto che siamo in tema di Amarcord occorre tornare a chiamarlo come si usava allora) risponde:

«Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio».

Non so cosa mi inquieta di più: il ricordarmelo da sempre così e leggerlo ora così – e quindi la permanenza di certi figuri nel nostro panorama istituzionale – o il non trovare nella costituzione scartabellata alle veloce uno snodo per far sì che la sua carica di senatore a vita decada. Forse chi scrisse la carta costituzionale non immaginava che si sarebbe potuti giungere impunemente ad ammettere pubblicamente certe scelte “politiche” del passato. O forse la ricerca medica dovrebbe far di più, per certe malattie nervose.

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